Lombalgia aspecifica: come prevenire e trattare il mal di schiena
È il mal di schiena più comune. Nella maggior parte dei casi il dolore a livello lombare sorge in maniera acuta senza una causa apparente. In questo caso è classificato come dolore aspecifico. Questa tipologia di mal di schiena è quella che può colpire almeno una volta nella vita ogni persona.
La lombalgia aspecifica implica, dunque, un funzionamento errato della colonna vertebrale tale da determinare il dolore che caratterizza tipicamente la patologia.
Si manifesta con una tensione e/o rigidità che provoca un dolore che limita il movimento; pertanto, anche lo svolgimento delle comuni attività giornaliere può risultare compromesso e spesso il paziente è costretto ad astenersi dal lavoro.
Questa problematica può dipendere da traumi o microtraumi, oppure da squilibri funzionali legate a strutture muscolari, legamentose, articolari o viscerali.

Si definisce aspecifica, perché non è chiaro il motivo dell’insorgenza dolorosa e non si sa esattamente quale sia la causa del problema. Sostanzialmente, non c’è nessuna patologia o malattia specifica che possa causare lo scatenarsi della sintomatologia dolorosa, ma può arrivare in alcuni casi ad essere anche molto invalidante.
Il paziente non riesce a gestire al meglio questo disagio perché spesso non riesce ad avere delle indicazioni esatte per affrontare la propria condizione dolorosa.
Il fattore di rischio principale della lombalgia aspecifica è dunque rappresentato da uno stile di vita sedentario e da attività che costringono il paziente a mantenere per lungo tempo la medesima posizione.
Lo smart working, in questi mesi, ha avuto particolare incremento a causa della pandemia Covid-19 e, quando si parla di salute della schiena, può rappresentare un aggravante. I fattori di rischio, in questo caso, sono rappresentati dalla scarsa attività fisica giornaliera di chi pratica lo smart working, ma anche dalla mancanza di una postazione lavorativa dedicata, con la strumentazione posizionata in maniera non idonea.
Il trattamento osteopatico nei pazienti che soffrono di lombalgia è molto indicato. Una prima valutazione è, dunque, necessaria per escludere eventuali controindicazioni al trattamento osteopatico.
Il paziente, insieme all’osteopata, affronta un percorso che prevede in una prima fase delle sedute osteopatiche e in una fase successiva l’esecuzione di esercizi specifici per la rieducazione al movimento e di rinforzo muscolare, che proseguirà poi autonomamente a casa.
In un’ottica di guarigione, dunque, è fondamentale mantenere uno stile di vita dinamico e attivo e tenere sotto controllo il peso corporeo: i pazienti sovrappeso, infatti, sono quelli maggiormente soggetti a questo tipo di problematiche.
La migliore terapia resta sempre la prevenzione. A tal proposito, diversi studi dimostrano l’importanza di un uso appropriato del rachide e di un’adeguata efficienza dei muscoli che su di esso agiscono, pertanto una muscolatura addomino-lombare tonica può fare un eccellente lavoro nello stabilizzare le vertebre evitando situazioni dolorose. Per tale motivo è molto importante eseguire degli esercizi di rinforzo muscolare per potenziare la muscolatura addominale, dorsale, ecc, mantenere una buona postura contribuendo a migliorare la salute della colonna vertebrale.







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