Lombosciatalgia

Lombosciatalgia, come risolverla con l’osteopatia

Negli articoli precedenti abbiamo più volte affrontato i disturbi che interessano la colonna vertebrale, con l’obiettivo di prevenire l‘insorgenza di un disagio posturale, che porti nel tempo ad infiammazioni o deficit funzionali. Adesso ci soffermiamo sulla lombosciatalgia, conosciuta semplicemente come sciatica o sciatalgia, una infiammazione del nervo sciatico.

Il nervo ischiatico o sciatico è formato dalle fibre provenienti dal plesso sacrale, e va ad innervare la parte posteriore dell’arto inferiore.

Il dolore, oltre alla zona vertebrale lombare, si va ad irradiare lungo il gluteo e la coscia provocando sintomi di natura neurologica. Questi sintomi variano dall’intorpidimento o formicolio del piede alla debolezza muscolare.

Sciatalgia

La sintomatologia si differenza dalla lombalgia perché, in quest’ultima, il dolore è localizzato solo nella zona lombare e sacrale e non si estende nella parte bassa del corpo.

Come affermato negli articoli precedenti, differenti tipologie di mal di schiena possono essere affrontati tramite un intervento osteopatico mirato.

Molto spesso la lombosciatalgia è dovuta ad una compressione di una radice nervosa a causa di ernia discale intervertebrale.

Le persone maggiormente interessate da questo disturbo sono gli anziani a causa della degenerazione vertebrale dovuta all’età, i conducenti di mezzi di trasporto, gli sportivi che svolgono intensa attività di sollevamento pesi e i lavoratori sottoposti a frequenti vibrazioni e carichi pesanti. Spesso soffrono di questo disturbo le donne in gravidanza. Anche l’obesità e uno stile di vita sedentario, che portano come conseguenza una muscolatura debole che non lavora in modo corretto, possono contribuire in modo significativo allo sviluppo di questa problematica.

Le cause che scatenano un evento acuto di sciatalgia possono essere varie:

  • Compressione della radice nervosa. In questo caso, una delle radici che forma il plesso sacrale, è incarcerata dalle strutture adiacenti ad essa. Patologie degenerative come, ad esempio, l’ernia del disco piuttosto che l’artrosi oppure traumi diretti sulla colonna, possono irritare la radice scatenando la sintomatologia da compressione.
  • Intrappolamento del nervo durante il suo decorso. L’incarceramento può avvenire a causa di una struttura ossea o miofasciale. Un esempio di incarceramento avviene nel muscolo piriforme. Questo muscolo, breve ma molto potente, si estende dal sacro al femore per permettere la rotazione di quest’ultimo. In una piccola percentuale di casi, il nervo sciatico attraversa questo muscolo, che, quando attivato per eseguire un movimento, scatena il sintomo lungo la gamba.
  • Stenosi del canale o stenosi lombare. È il restringimento del canale dove decorre il midollo spinale. Molto spesso questa condizione è il risultato di un processo degenerativo dapprima a carico del disco che poi si estende al resto delle strutture adiacenti. Condizioni del genere si ritrovano in quadri di spondilolistesi, ovvero lo scivolamento anteriore di una vertebra rispetto alla vertebra sottostante.

Patologie che coinvolgono il sistema nervoso come mielopatie e neuropatie. Solitamente queste condizioni sono secondarie a patologie piuttosto complesse come la meningite o il diabete. Se nei primi tre casi l’osteopatia può essere un valido alleato, difficilmente in quest’ultimo il trattamento osteopatico sarà la terapia primaria con cui affrontare il sintomo.

A queste molteplici cause possono aggiungersi anche un intenso sforzo fisico, uno spasmo muscolare o un’irritazione nervosa. Anche una posizione scorretta, la sedentarietà, l’osteoporosi o spondiliti possono essere alla base dell’origine della lombosciatalgia.

Essenziale per l’osteopata è capire la causa che sta alla base del sintomo. In base a quello che abbiamo analizzato fin ora, è necessario capire se il quadro è imputabile a condizioni di natura neurologica, miofasciale o vascolare. Una volta individuata la causa, l’attenzione si sposta sulla struttura che sta provocando il sintomo, e quindi se si tratta di una compressione della radice da parte di un disco intervertebrale piuttosto che un intrappolamento del nervo sciatico lungo il suo decorso.

Per questo motivo il trattamento della sciatalgia è estremamente variabile da persona a persona e spesso è rivolto a strutture che si trovano a distanza rispetto a dove è localizzato il dolore.

Il trattamento osteopatico mira a riequilibrare le strutture in disfunzione, determinando nuovi adattamenti posturali e ripristinando le funzioni fisiologiche con conseguente diminuzione o cessazione del dolore. In una fase successiva, dopo aver rivalutato il paziente, verranno consigliate le giuste posture ergonomiche da assumere nella vita quotidiana, e gli esercizi posturali da svolgere a casa. Spesso, infatti, per una risoluzione duratura nel tempo, oltre ai trattamenti osteopatici, è necessaria la collaborazione attiva da parte del paziente andando a modificare il suo stile di vita (sovrappeso/obesità, posizioni mantenute, lavori manuali pesanti, mancanza di attività fisica ecc.).

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