Colpo di frusta

L’approccio osteopatico nel trattamento del colpo di frusta

Il colpo di frusta, o wirplash in inglese, è dunque un movimento brusco ed inaspettato che si verifica prevalentemente nella zona cervicale ed è uno degli eventi traumatici più frequenti.

Esso si può manifestare in seguito di incidenti stradali, ma anche in ambito sportivo.

I traumi da colpo di frusta possono anche essere il risultato di un tuffo in piscina, di scontri sul terreno da gioco o negli incontri di boxe, ma anche di incidenti domestici. Tutti i casi di “colpo di frusta” hanno una dinamica comune: una iperestensione (la testa si piega all’indietro sul collo e i muscoli flessori si contraggono) seguita da una iperflessione (la testa rimbalza in avanti comprimendo le strutture del collo). A volte si può avere anche un movimento d’inclinazione laterale, detto iperflessione laterale, destra o sinistra, che complica ulteriormente gli effetti della lesione.

I sintomi all’inizio possono essere acuti o lievi, a volte anche assenti. Accade spesso che i dolori si fanno sentire anche a distanza di tempo, anche molti anni dopo.

Questo avviene perché nel paziente a seguito del trauma subito si innesca un meccanismo di adattamento a livello posturale che andrà nel tempo proprio a modificare la postura del paziente.

Da un punto di vista posturale, analizzando la cosiddetta verticale di Barré, il colpo di frusta presenta tutte le caratteristiche della sindrome disarmonica.

Di fatto, a seguito di questi nuovi compensi, nel momento in cui il paziente si presenta in studio e viene valutato allo scoliosometro, tramite la verticale di Barrè, il più delle volte presentano tutti i punti di un non perfetto allineamento posturale come il vertex, la C7, la zona di L3, la linea inter-glutea, la metà della distanza intermalleolare fuori asse. In seguito a qualsiasi trauma subito il paziente in prima istanza viene visitato dal medico specialista in ortopedia, che dopo aver visto gli eventuali esami complementari di routine, e non ha riscontrato nessuna frattura ossea, generalmente prescrive un collare cervicale, da portare per circa 20-30 giorni a seconda della gravità, associandolo a terapia farmacologica. In un secondo momento è molto importante iniziare una delicata massofisioterapia, soprattutto nella fase più acuta, mentre nella fase post traumatica è molto utile il trattamento osteopatico.

L’osteopata in tali casi lavora non solo sulla cervicale ma su tutta la colonna vertebrale e le altre parti del corpo, considerando l’unità dell’organismo.

Dopo un’attenta anamnesi di esclusione ad un eventuale controindicazione al trattamento osteopatico, l’osteopata inizia a valutare il paziente nella sua totalità, dapprima visivamente verificando la sua postura e successivamente con i test di mobilità osteopatici. Nel trattamento osteopatico del paziente che ha subito un colpo di frusta importante, bisogna iniziare a controllare ed eventualmente migliorare la funzionalità del bacino nella sua totalità (l’osso sacro, le ali iliache, il coccige) e verificare se ritenuto necessario anche gli arti inferiori. Ancora, anche le spalle, il costato e l’intera gabbia toracica, in particolare modo la clavicola, la prima costa e lo sterno, necessitano di eventuale valutazione: in queste aree possiamo ritrovare tensioni dovuti alla trazione della cintura, che, oltre ad aver salvato la vita alla persona, può comunque aver creato un punto fisso nella “frustata”. La clavicola, lo sterno e le costole possono subire delle trazioni e delle compressioni così forti da essere vittime in taluni casi di fratture vere e proprie.

Da non trascurare, soprattutto nell’ottica osteopatica, sono i disturbi a livello viscerale: il fegato è l’organo che più di tutti risente il trauma.

Anche il diaframma che lavora in sinergia con il fegato e che ha il compito di equilibrare le pressioni intra-toraciche e intra-addominali, potrebbe essere sollecitato durante il trauma a causa della sua connessione neurologica tramite il nervo frenico, che innerva la zona tra la 3-4-5 vertebra cervicale oppure anche a livello lombare dovute al collegamento tra la colonna lombare ed i pilastri del diaframma. Bisogna inoltre verificare tutta la zona cervicale sia la parte alta (C0-C1-C2- ma anche C3) che la parte bassa (da C4 a C79, in particolare modo la parte tra C0- C1, quindi la zona tra l’occipite e la prima vertebra cervicale denominata atlante, dove tutti i muscoli sub-occipitali possono essere in tensione. Importante controllare la cerniera cervico-dorsale (C7-D1) e di conseguenza tutte le vertebre dorsali che spesso assorbono il trauma vertebrale.

Altri disturbi associati al colpo di frusta possono sono rappresentati da sintomi e sindromi vertiginose e alterazioni della funzionalità visiva in particolar modo per quel che riguarda i riflessi vestibolo-oculari.

Ovviamente va controllato anche il cranio nella sua totalità e perché può subire delle sollecitazioni importanti soprattutto se c’è stato un trauma cranico da contatto, verificare se ci sono problematiche a carico della sutura occipiti-mastoidea, dove fuoriesce il 10 nervo vago, questo può spiegare come alcuni pazienti che hanno subito un colpo di frusta dichiarano di avere sintomi quali nausea, o senso di sbandamento o delle volte anche vertigini. In questi casi è buona norma comunque fare una visita con lo specialista otorinolaringoiatra per escludere patologie centrali. Se c’è stato anche un trauma cranico è molto importante anche esaminare, con il medico specialista oculista ed eventualmente anche con l’ortottico, se a seguito dell’incidente si sono verificati problemi di oculomotricità, come l’alterazione dell’ipoconvergenza degli occhi, che eventualmente vanno trattati con un’opportuna ginnastica ortottica. Questo potrebbe incidere sulle vie del riflesso oculo-cefalo-giro, portando alterazioni della postura importanti dato che a livello posturale l’occhio rappresenta un ingresso molto importante per regolare il sistema tonico posturale.

Scopo della normalizzazione osteopatica nel trattamento della distorsione del rachide cervicale, è quello di ripristinare la mobilità e la circolazione, dunque ristabilire la giusta mobilità e funzionalità nel corpo.

Dopo il trattamento cranio- sacrale che include anche un eventuale trattamento di rieducazione della mandibola dato che anche le articolazioni mandibolari possono aver subito delle sollecitazioni, si passa al trattamento viscerale, miofasciale, funzionale, ma anche strutturale se ritenuto necessario, per finire con il riequilibrio dei tre diaframmi e eventualmente si consiglia una ginnastica posturale mézières da eseguire con lo specialista, per poter riallungare e ripristinare una buona elasticità delle catene muscolari. Infine, come sempre, desidero sottolineare che il trattamento del colpo di frusta deve essere affrontato in un’ottica multidisciplinare.